Del taciuto antagonismo tra Unione Europea e Organizzazione Mondiale del Commercio

In una società per azioni, i diritti e i doveri appartengono agli azionisti. In un’assemblea di condominio ai condòmini. Nelle Organizzazioni internazionali e nel diritto inter-nazionale alle nazioni. Finora tutto chiaro. Se aggiungiamo però che oggi esiste un mercato globale, il cui funzionamento è assicurato dal diritto internazionale, emerge inevitabilmente un dubbio: cos’è l’Unione Europea? A tale domanda preferiamo sottrarci, forse perché ci obbligherebbe ad ammettere che il mondo in cui la ComunitàEuropea era stata concepita non esiste più e il nuovo mondo – quello del mercato globale, quello della Cina e dell’India – vive una storia propria, è saldamente ancorato alla categoria di Nazione ed è essenzialmente indifferente a quanto deciso in passato a Roma, a Maastricht o a Ventotene.

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Il nuovo quadro è bene sintetizzato dal giudice costituzionale, prof. Sabino Cassese (“Oltre lo Stato”, Laterza, 2006): “Fino a un ventennio fa, si poteva a ragione notare l’inadeguatezza del diritto relative alle organizzazioni internazionali .. Ma .. nell’ultimo quarto di secolo l’ordine giuridico globale ha fatto passi da gigante, per cui il diritto gioca in esso un ruolo determinante … Al centro del sistema vi è l’OMC. Attraverso il commercio, questo finisce per regolare – o, meglio, finisce per prestare la sua forza regolatoria – ad autorità diverse, per l’applicazione di regole che riguardano i settori più disparati, dall’ambiente all’agricoltura, alla fauna, alla salute, alla sicurezza alimentare”.

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Se l’OMC è ‘centrale’, ci si deve chiedere, perché in Italia c’è una pressoché totale noncuranza delle sue norme? Per svelare l’arcano, occorre considerare chela Corte di Giustizia delle Comunità Europee dichiara, da anni, che le regole OMC non hanno valore (“gli accordi OMC non figurano in linea di principio tra le normative alla luce delle quali la Corte controlla la legittimità degli atti delle istituzioni comunitarie”, C-377/02). E’ asserendo l’irrilevanza del diritto OMC – e delle altre norme internazionali – che l’UE silenziosamente svia l’attenzione dall’oggettivo dualismo tra i trattati comunitari ed il diritto internazionale. Ed è così che, dal 1995,la Commissione Europea continua a presentarsi a Bruxelles, nei confronti degli Stati membri, come l’unica Organizzazione Internazionale rilevante al mondo (e, ad esempio, come il grande custode della concorrenza), e a Ginevra, nei confronti del resto del mondo e delle altre Organizzazioni Internazionali, come ‘lo’ Stato europeo (che, se del caso, difende i propri sussidi contro i richiami al libero mercato dei paesi in via di sviluppo). Secondo Bruxelles, le norme internazionali rilevano solo se assumono la forma di atti comunitari, come tali sottoposti ai trattati UE. E’ attraverso questo schema – della comunitarizzazione del diritto internazionale – che l’Unione Europea erige il muro che la sottrae, e che ci sottrae, al vento del cambiamento globale.

[..] quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla

 

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